2 | 4 Febbraio
Questa Nave
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ROSSO CUPO Una donna nelle brigate rosse
testo e regia Antonino Varvarà | con Francesca D'Este e Lucia Messina
 
La gestazione di questo spettacolo non è stata facile per la difficoltà di incontrare i militanti che aderirono alle Brigate Rosse; una difficoltà verificatasi soprattutto con le donne, molte delle quali non vogliono raccontare. E chi lo fa, non ti concede appuntamento secondo le tue esigenze e i tuoi orari. Poi la letteratura altra, quella non costituita da atti processuali o saggi critici scritti da chi era in difesa dello Stato, non è così abbondante. E poi c’è la Storia da studiare, approfondire, per capire atmosfere ed eventi. La storia delle Brigate Rosse è la storia della nostra Repubblica, di ciò che accadeva in quegli anni fuori e dietro le quinte. Così, dopo aver raccolto pazientemente il materiale di cui avevo bisogno, mi sono trovato davanti a due strade drammaturgiche: parlare di una brigatista usando la tecnica del racconto teatrale; oppure drammatizzare la storia della protagonista usando altri personaggi e creando azioni. La prima via, lontana dalle mie corde di autore-regista, avrebbe rischiato di far soffocare le persone sotto il peso degli eventi. La seconda strada avrebbe comportato il rischio opposto. Dovevo trovare una terza soluzione, più essenziale, più consona alla mia natura, più adatta ad affrontare un argomento delicato qual è il percorso politico e umano di una brigatista, ma soprattutto più sincera nei confronti delle persone che ho incontrato. Una terza via diciamo poetica, senza per questo fare poesia, ma che potesse contestualizzare senza creare un documento storico, e scandagliare un’anima senza sconfinare nel melodramma. L’idea di adattare lo spettacolo come se fosse una sorta di confessione-rivelazione di una brigatista alla propria figlia, mi è venuta quando i miei amici del Laboratorio Teatrale Re Nudo di S. Benedetto del Tronto mi raccontarono di una loro conoscente ex militante delle BR che vide spiattellata la propria storia sul giornale locale a danno del proprio figlio che nulla sapeva ancora dei trascorsi della madre. Mi son sempre chiesto come una donna che ha partecipato alla lotta armata possa affrontare questa non facile confessione a una persona cara. Rosso cupo – Una donna nelle Brigate Rosse è la confessione di un’ amore, di un’ideologia, di errori e di dubbi, di totalizzanti illusioni e di una lacerante sconfitta.