“La
sonata a Kreutzer” che vide la luce nel 1889,
è certamente la più sofferta e drammatica
di tutte le opere di Tolstoj dopo la svolta spirituale
del 1880. Si sono voluti vedere in quest’opera
forti elementi autobiografici (in quegli anni effettivamente
la moglie di Tolstoj si invaghì di un musicista
che frequentava la sua casa), ma la grandezza di
Tolstoj sta nell’avere inventato un personaggio,
una storia che diventa proiezione potente del tumulto
del suo animo e dei suoi sentimenti. Un uomo ha
ucciso la moglie. Viene processato e assolto. La
legge dell’epoca riconosce ampie attenuanti
per il delitto di gelosia. Ora è libero.
Racconta la sua storia, l’incontro con la
moglie, il matrimonio, le ragioni, le sue ragioni
del delitto. E’ destinato a raccontare, a
rivivere. Ripercorre il tragitto: le sue idee sul
matrimonio, sulla sessualità, sull’amore,
la necessità di una delirante teoria della
castità come unica possibilità di
uscire dal conflitto fra i sessi, a costo dell’estinzione
del genere umano. I motivi che lo hanno portato
all’omicidio: la nausea del matrimonio, la
gelosia nei confronti della moglie, il rapporto
di lei con un musicista, la sua infatuazione, l’ebbrezza
di lei nel suonare “La sonata a Kreutzer”
con il presunto amante, l’odio invece del
protagonista nei confronti della musica, sollievo
per l’anima ma anche elemento di corruzione
dell’anima stessa. La storia di un’ossessione…
l’ossessione della donna, l’incapacità
di riconoscere la donna come essere umano, ma solo
come oggetto di desiderio. Solo dopo morta il protagonista
ammette “Guardai il viso di lei, livido e
gonfio, e per la prima volta mi dimenticai di me,
dei miei diritti, del mio orgoglio, e per la prima
volta vidi in lei una creatura umana.” Solo
dopo averle dato la morte appunto……
Uno spettacolo forte, violento, emotivo. Il viaggio
di una attore nella zona di confine fra realtà
e allucinazione, fra l’esplosione dei sentimenti
e il freddo e delirante argomentare, una ricerca
delle vibrazioni più intime e interiori dell’animo
umano al servizio delle necessità del personaggio
e di un grande testo di un grande autore del passato:
un testo ancora oggi vivo e palpitante in grado
di illuminare in modo potente zone inquietanti e
scomode della nostra esistenza. |