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Maratona
di New York è una commedia che corre da
sola. Senza pubblicità, senza spinte, senza
ribalte clamorose, è stata tradotta in
quattro lingue e pubblicata in tre. L'hanno rappresentata
in tredici paesi ed è pubblicata in cinque
lingue diverse.
Maratona di New York racconta la storia dell'amicizia
fra due personaggi, il forte e il debole, uniti
dalla fatica. Ma inevitabilmente, sul palco, racconta
anche la storia dell'amicizia fra i due attori
che condividono la sfida di recitare correndo.
E il regista diventa un po' l'allenatore, l'uomo
che dalla panchina grida, si sbraccia e fuma inutili
sigarette. In questi anni nel ruolo di Mario e
Steve, i due ragazzi che corrono, ho visto alternarsi
tante coppie di attori, tutti bravi per volontà,
impegno, talento. E certe volte nella memoria
mi si sovrappongono, si passano il testimone come
in una staffetta. Chi di loro è stato il
più bravo? Domanda inutile. Se c'è
stata gara, è stata gara leale, corsa nella
corsa. Traguardo senza podio, o anzi con un podio
ad un solo gradino, che premierà tutti.
Perché il primo e l'ultimo, in Maratona
di New York come nella vita, sono una fantasia
sbagliata.
Un sogno. Una classifica provvisoria della nostra
fragile mente. |