23 | 25 marzo
  Compagnia Teatrale C.r.e.s.t.
  presenta
  IL DEFICENTE
  scritto, diretto e interpretato da
  Gaetano Colella e Gianfranco Berardi
  e con
  Pietro Minniti, Francesca Russo
  scene e costumi
  Massimo Staich
  disegno luci
  Loredana Oddone
  datore luci e fonica
  Vito Marra
  assistente di produzione
  Sandra Novellino
  spettacolo vincitore Premio Scenario 2005
   
 

La deficienza, comunemente intesa come stupidità, nel nostro caso fa riferimento all’etimo della parola stessa; “deficiente” è colui che ha un deficit, ovvero un limite, una “mancanza”. La storia è ambientata in una casa dove vivono tre fratelli. Uno di essi è cieco e pertanto l’ordine, lo stile di vita e le abitudini della casa sono dettate dalle sue esigenze. Tutto è a misura di cieco, e gli altri, loro malgrado, sono costretti ad adattarsi a questa condizione. L’equilibrio di questa famiglia diventa precario
quando una donna, fidanzata del cieco, andrà a vivere sotto lo stesso tetto. Da questo momento in poi verranno alla luce tutte le dinamiche conflittuali, che talvolta si paleseranno in piccoli e celati stratagemmi di vendetta. In quest’aria di guerra intestina, ognuno sarà pronto a tutelare solo se stesso, rivelando gradualmente alla scena come la “deficienza” sia un elemento di uguaglianza fra gli uomini e quanto smisurata e variegata sia la miseria umana.

Menzione Premio Scenario:
Un attento e originale disegno drammaturgico riportato in un complesso lavoro di scrittura scenica. Sotto il segno di un’apparente linearità narrativa, si strutturano una serie infinita di piani diversi. Le geometrie di un rapporto famigliare e le spezzature create dall’ingresso di una figura esterna, nascondono tensioni sottili, tracciano angolature più dolorose, delineano un universo di difficoltà, di impossibilità, di limitazioni.
La nitidezza espressiva di tutto il progetto e la forte intensità dell’interpretazione rendono appieno la tessitura del dialogo e la fitta dinamica delle relazioni. Il gioco si rovescia sullo spettatore, poiché non è detto che tutto quello che si vede e si comprende sia esattamente così come lo si percepisce. Tutta la creazione mostra in controluce una sottilissima riflessione sulla percezione, interiore e esteriore, sui limiti di questa, apparenti o no, sulle “deficienze” sensoriali ed emotive, riferite non soltanto a chi è in scena.