15 | 18 Febbraio
Fondazione Teatro Due di Parma
presenta
GENOVA '01
di e regia di
Fausto Paravidino
con

Alessia Bellotto, Eva Cambiale, Iris Fusetti,
Fausto Paravidino,
Fulvio Pepe, Vito Saccinto, Marco Taddei

organizzazione
Lisa Raffaghello
 
La prima cosa che salta all’occhio nell’idea di mettere in scena Genova 01 è il rapporto tra lo “01” del titolo (che è una data e sta per 2001) e il 2006 che è l’anno corrente. Sono passati un governo che non finiva mai e cinque anni più o meno felici a seconda. Genova 01 è un titolo che contiene una data non solo perché si riferisce ad un evento ben definito nello spazio – Genova – e nel tempo – quello – ma anche perché è nata come una instant play. Ovvero il suo autore mai più si immaginava che l’avrebbe messa in scena nel 2006 né tanto meno si immaginava che ancora adesso fosse nuovamente messa in scena un po’ dappertutto, fuori dall’Italia e fuori dal 2001. Vengo al punto. Il nucleo originale del testo è un riassunto emotivo e stringatissimo di quelli che sono stati i fatti di Genova scritto ad uso e consumo di un pubblico inglese, ovvero, credetemi, così poco informato dei fatti da metterci seri dubbi che il termine globalizzazione riguardi anche il campo dell’informazione. Per i successivi allestimenti italiani il testo è stato continuamente riscritto alla rincorsa di maggiori precisazioni e dei particolari (molti dei quali nient’affatto secondari) che emergevano col tempo. Stessa cosa hanno fatto i registi che l’ hanno messo in scena in Italia e fuori: un processo di grande arricchimento. Oggi è interessante un processo di sottrazione, liberando il testo dalla condanna di essere continuamente lanciato all’inseguimento di una realtà contingente e mutevole. Affrontare il lavoro in profondità invece che “orizzontalmente" è una forma di rispetto nei confronti della Storia e di alcune caratteristiche fondamentali di questo testo, che contiene una didascalia forte: una ragazza insanguinata che guarda il pubblico per un minuto. Ci sarà in scena un coro di non personaggi. Non daranno vita ad un’azione teatrale. Si faranno testimoni delle battute del testo che verranno loro assegnate o che si autoassegneranno nel corso delle prove. Alla fine ci sarà la ragazza suggerita dalla didascalia.