Stagione teatrale 09
 
27 gennaio / 1 febbraio 09
LA MORTE DELLA BELLEZZA
10 / 15 e 19 / 22 febbraio 09
SI SALVI CHI PUO'!
24 febbraio / 1 marzo 09
LA PRESA DI TORINO
Juventus Napoli 1-3
3 / 8 marzo 09
ZERO ZERO
12 / 15 marzo 09
CANTATA PER LA FESTA DEI
BAMBINI MORTI DI MAFIA
18 / 22 marzo 09
LA TERRA SENZA
27 / 29 marzo 09
GEOMETRIE DELLA PASSIONE
31 marzo / 5 aprile 09
OMBRE DI GUERRA
22 / 26 aprile 09
MANNAGGIA AL DIAVOLETTO
15 | 19 aprile 08
LA SETTIMANA CORTA
 
27 gennaio / 1 febbraio 09
Teatro Segreto / Direzione artistica Ruggero Cappuccio
LA MORTE DELLA BELLEZZA
di
Giuseppe Patroni Griffi
regia
Nadia Baldi
 
La morte della bellezza di Giuseppe Patroni Griffi. Romanzo classico e storico. E' la vicenda di un amore omosessuale fra due giovani, sullo sfondo di una Napoli in piena guerra e sotto i bombardamenti aerei; amore sensuale e sentimentale, controverso e negato, che l'atmosfera crudele e incantata di una città fatale rende simbolico come le fiamme che la esaltano e distruggono.
Sullo scenario di una Napoli del periodo della guerra emerge il conflitto fra l'educazione sentimentale e la celata omosessualità del sedicenne Eugenio che, insidiato dal giovane edesco Lilandt, prima lo rifiuta e poi si getta impetuosamente in un legame amoroso.

Quattro leggii sono l'unica scenografia, resi viventi da un accordo di morbide e graffianti voci che illuminano il palcoscenico e rendono irresistibile La morte della bellezza, romanzo classico e storico di Patroni Griffi. Qui il soggetto non è soltanto quello dichiarato in prima battuta Com'era bella Napoli quaranta anni fa, ma anche l'omosessualità, che lo scrittore-regista narra con cenni insoliti e coraggiosi, afferrati nella sua intrinseca e naturale inclinazione scenica dal riadattamento di Nadia Baldi. Nella Napoli del '43, sotto i bombardamenti incessanti, brucia la storia di due giovani la cui straordinaria bellezza ha come sfondo una città contraddistinta, quaranta anni fa, dallo splendore di Posillipo e del mare….meglio che i Caraibi . La mimesi linguistica, presentata con grazia ed ironia dalle cinque protagoniste, celebra la consacrazione, da parte di Eugenio e Lilandt, ai sensi del corpo, alla voluttà di un amore tormentato, negato ed in seguito bramato. Ebbe la sensazione che tutta quanta la sua vita, con la rapidità di una fisarmonica che si chiude, si concentrasse per arrivare a questo momento.

La morte della bellezza, nel riadattamento, rispetta ed esalta lo "stile d'acqua" di Patroni Griffi che, associato alla capacità da parte delle interpreti nel trattare con una rara attitudine gestuale e vocale un argomento così delicato come la omosessualità, scorre fluente come acqua. La rielaborazione del testo evidenzia una grande abilità femminile a raffigurare con destrezza e maestria l'avvenenza e la riluttanza di un amore maschile. Una nota caratteristica si concentra sull'ironia di pezzi musicali che irrompono prepotentemente sulla scena, adeguandosi alla situazione ambientale concreta di una Napoli sempre sospesa tra farsa e realtà.

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