“XX/XY:VISIONI
CORPOREE” è uno sguardo attento al nuovo
panorama della danza contemporanea napoletana e nazionale,
che offre al pubblico di oggi, la possibilità di
confrontarsi con un nuovo tipo di performance.
Due date, una tutta al maschile ed una tutta al femminile,
che ci relazionano con realtà diverse e affrontando
anche temi importanti, ci immergono in mondi dal forte
impatto visivo.
Sistemi interattivi, video, performance in cui il danzatore o la danzatrice diventano
di volta in volta, compositori, musicisti o essi stessi installazioni corporee.
Coreografi e danzatori affermati ed artisti emergenti, campani e non, che sperimentano
o semplicemente raccontano una storia, attraverso corpi che, oltre a danzare,
diventano musica, sensi, visioni.
Come si può facilmente intuire dal titolo,
sono punti di vista diversi di essere uomo e donna,
storie e progetti che portano in scena l’essere
umano nel suo essere individuo maschile e femminile.
Realtà diverse a confronto, una condivisione,
un arricchimento dei due generi, oggi così messi
in discussione.
Identità a confronto.
Singoli che si esprimono e portano in scena pezzi di
vita, realtà di oggi, vissuti del terzo millennio
e mondi dove, il confine tra reale e virtuale, diventa
sempre più labile.
Una realtà a cui spesso ci adeguiamo, che a
volte riusciamo a sfruttare, che così di frequente
ci fa sentire inadeguati, alieni, ma che per lo stesso
motivo ci sprona alla lotta, a rafforzare le nostre
fragilità di esseri umani.
Storie, storie di uomini e donne, di individui che
si raccontano e raccontano dei nostri sentimenti, delle
nostre sensazioni, del nostro sentire ed essere in
questo mondo contemporaneo, piccoli viaggi danzati
che rispecchiano o rielaborano i nostri vissuti di
oggi.
Lavori che rivendicano il diritto della danza ad esprimere
ciò che si ha dentro e a comunicarlo al mondo
con ogni mezzo, che sia musica, che sia oggetto, che
sia video.
Un diritto che oggi viene più facilmente negato
o ancora subordinato, specialmente nel nostro paese,
alla danza di un’altra epoca, quella dei sorrisi
stampati, finti ma sofferti, perfetti ma irreali.
O peggio ancora, che qui vive ancora dietro le quinte
di una televisione dirompente, che difficilmente riesce
a rappresentare la complessità della vita e
dell’animo umano, in modo così vero come
solo il teatro può fare.
Il filo rosso che lega i lavori è proprio
l’espressione dell’individualità dell’essere
umano, che vive per condividere, comunicare, parlare
di sé come qualcosa di unico ed irripetibile
e che può arricchirsi della complessità altrui,
senza per forza omogeneizzarsi per sopravvivere.
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - -
16 / 02 / 08
Stanza n.
Ideazione,coreografia e interpretazione
di Claudio Malangone
Regia e post editing di Ugo Petillo
Musiche originali di Roberto Marino
Produzione 2006 Borderline Danza, in collaborazione
con il Ministero Beni e Attività Culturali,
Regione Campania, Centro artistico-culturale ArtGarage
(Pozzuoli – NA).
Festival Danscamdanse - Gent (Belgio) 6 maggio ‘07
Premio II° Concorso Nazionale Audiovisivi Salute Mentale 15 giugno ‘07
Maggio ai Monumenti ’07 Napoli
Ridotto Teatro Comunale di Pisa
“Un itinerario, una storia che si snoda in maniera
circolare attraverso un susseguirsi di immagini, di
illusioni, di tracce di memoria, davvero vissute o
semplicemente fantasticate.
Il meccanismo di Stanza
n°… è di
un equilibrio continuo tra due forme di spazio: quello
di un ambiente chiuso (manicomio - oggettivo) e quello “altro” (immaginazione
- soggettivo), che si definisce poi come spazio diversamente
strutturato ma anch’esso chiuso.
E’ un work in progress che sottolinea il potere
dell’immaginazione quale espediente e/o unica
possibilità di “evasione” da una
realtà altrimenti intollerabile.”
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - -
Comp k
Coreografia e interpretazione di Gabriel Beddoes
Regia video di Daniele Rosselli
Musiche di aavv
A parte i danni fisici, gli psicofarmaci ci (noi società)
guariscono o ci svuotano lentamente?
"Comp. K è un composto, un esperimento. Un tentativo di trasposizione
su schermo e palcoscenico di uno degli aspetti della società più controversi.
Le cure farmacologiche. L'integrazione sociale parte dal presupposto che ci debba
essere un terreno comune, uno stesso linguaggio con cui interpretare i comportamenti,
e la comunicazione che da essi deriva. Ciò comporta una grande compatibilità di
interessi e interazioni, ma svilisce la complessità di ognuno di noi,
limitando le sfumature di colore all'interno di un ambiente sociale. La gravità di
tali consuetudini aumenta esponenzialmente quando integrate nel tessuto familiare,
nel caso in cui non si lasci spazio nemmeno nell'intimità delle pareti
domestiche ad una libera rielaborazione personale.
La stessa ridondanza di specie animali che ha permesso alla natura di mutare
se stessa per millenni, dovrebbe a mio parere essere presente in stessa misura
nelle espressioni dell'animo umano, per dar vita ad un tessuto sociale ricco
ed eterogeneo, che non censuri nulla a beneficio di un maggiore controllo, ma
che integri e condivida le vedute e le considerazioni sul reale di ognuno di
noi."
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - -
Sono Suono
Ideazione, coreografia, interpretazione di Marco delle
Foglie
“Come la fame e l’amore trovano nell’essere umano
il modo di convivere. Una ricerca con la presenza di
un apposito strumento di cui il coreografo è provvisto
autonomamente traduce respiri in suoni durante
l’intero processo interpretativo. In sua assenza è il
respiro nello spazio che condivide l’azione danzata.”
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- -
17 / 02 / 08
Nest-nido
Coreografia di Emma Cianchi e Michela Ricciardi
Interpretazione di Paola Montanaro
Musiche di aavv e Dario Casillo
“Nasce come progetto di un video, “Nest” appunto,
che sarà presentato quest’anno in diversi
festival di video danza.
Uno spazio bianco e asettico
che diventa luogo violentato dalla natura, obbligando
il corpo alla metamorfosi.”
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- -
Sensi
Ideazione e coreografia di Ilaria Moretti
Interpretazione di Virginia Salza
Musiche di Coil e aavv
“Un ambiente dei nostri tempi (come un bar),
all’interno del quale si muove l’altro
spazio, quello del corpo e della mente che reagiscono
agli avvenimenti. Un momento realistico e divertente,
che, senza particolari simbologie, affronta un tema
in cui si osserva l’essere umano e quindi automaticamente
si entra in contatto con un mondo pieno di sorprese
ed infinite fantasie, che permettono allo spettatore
molteplici interpretazioni, a seconda del proprio grado
di lettura.”
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - -
House
Coreografia e interpretazione di Rossella Canciello
Musiche di Luca Canciello
“Casa è ciò che
abbiamo dentro, ciò che ci portiamo assieme
a ciò che
siamo”.
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - -
Dance Barrier
Ideazione e regia audio/video di Collettivo Sound Barrier
Coreografia e interpretazione di Lorena Leone
“Performance peculiare nel suo genere, incentrata
sulla possibile relazione tra la danzatrice e il sistema
interattivo Sound Barrier, un’interfaccia per
la trans –codifica in chiave sonora delle immagini
in movimento, programmato dallo stesso collettivo utilizzando
il linguaggio di programmazione Processing. Questo
dispositivo, appositamente creato per lo spettacolo,
permette di mixare file audio attraverso la lettura
del colore indossato dalla performer all’interno
di uno spazio “sensibile”- simulazione
dello spazio mediato della tastiera- oltre determinare
la qualità dei suoni, la durata e la complessità compositiva,
la natura dei pattern che si attivano sulla scena della
danza, come quinte generate. La danzatrice diventa
compositore in tempo reale di filamenti sonori e pattern
sequenziali che vengono assemblati e elaborati dal
movimento nello spazio e dalla coreografia. L’utente
in questo modo sperimenta la realtà virtuale
attraverso uno sguardo disincarnato- una prospettiva
fluttuante e in movimento- dove la figura del sé viene
ripensata come marcatura dei propri spostamenti, la
sua residua integrità come medium delle sue
trasformazioni, e dei suoi eventuali confini nei passaggi
che costituiscono lo spazio virtuale.” |