Stagione teatrale

 
18 | 20 aprile 08
Camus il primo uomo
23 | 27 aprile 08
La settimana corta
29 aprile | 4 maggio 08
Un minuto di silenzio
  La rassegna
  Botteghino
  Contatti

 
16 | 17 febbraio 08
XX/XY: VISIONI CORPOREE
Rassegna di danza contemporanea a cura di Debora De Simone
 
“XX/XY:VISIONI CORPOREE” è uno sguardo attento al nuovo panorama della danza contemporanea napoletana e nazionale, che offre al pubblico di oggi, la possibilità di confrontarsi con un nuovo tipo di performance.
Due date, una tutta al maschile ed una tutta al femminile, che ci relazionano con realtà diverse e affrontando anche temi importanti, ci immergono in mondi dal forte impatto visivo.
Sistemi interattivi, video, performance in cui il danzatore o la danzatrice diventano di volta in volta, compositori, musicisti o essi stessi installazioni corporee.
Coreografi e danzatori affermati ed artisti emergenti, campani e non, che sperimentano o semplicemente raccontano una storia, attraverso corpi che, oltre a danzare, diventano musica, sensi, visioni.

Come si può facilmente intuire dal titolo, sono punti di vista diversi di essere uomo e donna, storie e progetti che portano in scena l’essere umano nel suo essere individuo maschile e femminile.
Realtà diverse a confronto, una condivisione, un arricchimento dei due generi, oggi così messi in discussione.
Identità a confronto.
Singoli che si esprimono e portano in scena pezzi di vita, realtà di oggi, vissuti del terzo millennio e mondi dove, il confine tra reale e virtuale, diventa sempre più labile.
Una realtà a cui spesso ci adeguiamo, che a volte riusciamo a sfruttare, che così di frequente ci fa sentire inadeguati, alieni, ma che per lo stesso motivo ci sprona alla lotta, a rafforzare le nostre fragilità di esseri umani.
Storie, storie di uomini e donne, di individui che si raccontano e raccontano dei nostri sentimenti, delle nostre sensazioni, del nostro sentire ed essere in questo mondo contemporaneo, piccoli viaggi danzati che rispecchiano o rielaborano i nostri vissuti di oggi.
Lavori che rivendicano il diritto della danza ad esprimere ciò che si ha dentro e a comunicarlo al mondo con ogni mezzo, che sia musica, che sia oggetto, che sia video.
Un diritto che oggi viene più facilmente negato o ancora subordinato, specialmente nel nostro paese, alla danza di un’altra epoca, quella dei sorrisi stampati, finti ma sofferti, perfetti ma irreali.
O peggio ancora, che qui vive ancora dietro le quinte di una televisione dirompente, che difficilmente riesce a rappresentare la complessità della vita e dell’animo umano, in modo così vero come solo il teatro può fare.

Il filo rosso che lega i lavori è proprio l’espressione dell’individualità dell’essere umano, che vive per condividere, comunicare, parlare di sé come qualcosa di unico ed irripetibile e che può arricchirsi della complessità altrui, senza per forza omogeneizzarsi per sopravvivere.

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
16 / 02 / 08

Stanza n.
Ideazione,coreografia e interpretazione di Claudio Malangone
Regia e post editing di Ugo Petillo
Musiche originali di Roberto Marino

Produzione 2006 Borderline Danza, in collaborazione con il Ministero Beni e Attività Culturali, Regione Campania, Centro artistico-culturale ArtGarage (Pozzuoli – NA).
Festival Danscamdanse - Gent (Belgio) 6 maggio ‘07
Premio II° Concorso Nazionale Audiovisivi Salute Mentale 15 giugno ‘07
Maggio ai Monumenti ’07 Napoli
Ridotto Teatro Comunale di Pisa

“Un itinerario, una storia che si snoda in maniera circolare attraverso un susseguirsi di immagini, di illusioni, di tracce di memoria, davvero vissute o semplicemente fantasticate.
Il meccanismo di Stanza n°… è di un equilibrio continuo tra due forme di spazio: quello di un ambiente chiuso (manicomio - oggettivo) e quello “altro” (immaginazione - soggettivo), che si definisce poi come spazio diversamente strutturato ma anch’esso chiuso.
E’ un work in progress che sottolinea il potere dell’immaginazione quale espediente e/o unica possibilità di “evasione” da una realtà altrimenti intollerabile.”
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Comp k
Coreografia e interpretazione di Gabriel Beddoes
Regia video di Daniele Rosselli
Musiche di aavv

A parte i danni fisici, gli psicofarmaci ci (noi società) guariscono o ci svuotano lentamente?

"Comp. K è un composto, un esperimento. Un tentativo di trasposizione su schermo e palcoscenico di uno degli aspetti della società più controversi. Le cure farmacologiche. L'integrazione sociale parte dal presupposto che ci debba essere un terreno comune, uno stesso linguaggio con cui interpretare i comportamenti, e la comunicazione che da essi deriva. Ciò comporta una grande compatibilità di interessi e interazioni, ma svilisce la complessità di ognuno di noi, limitando le sfumature di colore all'interno di un ambiente sociale. La gravità di tali consuetudini aumenta esponenzialmente quando integrate nel tessuto familiare, nel caso in cui non si lasci spazio nemmeno nell'intimità delle pareti domestiche ad una libera rielaborazione personale.
La stessa ridondanza di specie animali che ha permesso alla natura di mutare se stessa per millenni, dovrebbe a mio parere essere presente in stessa misura nelle espressioni dell'animo umano, per dar vita ad un tessuto sociale ricco ed eterogeneo, che non censuri nulla a beneficio di un maggiore controllo, ma che integri e condivida le vedute e le considerazioni sul reale di ognuno di noi."
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Sono Suono
Ideazione, coreografia, interpretazione di Marco delle Foglie

“Come la fame e l’amore trovano nellessere umano il modo di convivere. Una ricerca con la presenza di un apposito strumento di cui il coreografo è provvisto autonomamente traduce respiri in suoni durante l’intero processo interpretativo. In sua assenza è il respiro nello spazio che condivide l’azione danzata.”
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
17 / 02 / 08
Nest-nido
Coreografia di Emma Cianchi e Michela Ricciardi
Interpretazione di Paola Montanaro
Musiche di aavv e Dario Casillo

“Nasce come progetto di un video, “Nest” appunto, che sarà presentato quest’anno in diversi festival di video danza.
Uno spazio bianco e asettico che diventa luogo violentato dalla natura, obbligando il corpo alla metamorfosi.”
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Sensi
Ideazione e coreografia di Ilaria Moretti
Interpretazione di Virginia Salza
Musiche di Coil e aavv

“Un ambiente dei nostri tempi (come un bar), all’interno del quale si muove l’altro spazio, quello del corpo e della mente che reagiscono agli avvenimenti. Un momento realistico e divertente, che, senza particolari simbologie, affronta un  tema in cui si osserva l’essere umano e quindi automaticamente si entra in contatto con un mondo pieno di sorprese ed infinite fantasie, che permettono allo spettatore molteplici interpretazioni, a seconda del proprio grado di lettura.”
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
House
Coreografia e interpretazione di Rossella Canciello
Musiche di Luca Canciello

“Casa è ciò che abbiamo dentro, ciò che ci portiamo assieme a ciò che siamo”.
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Dance Barrier
Ideazione e regia audio/video di Collettivo Sound Barrier
Coreografia e interpretazione di Lorena Leone

“Performance peculiare nel suo genere, incentrata sulla possibile relazione tra la danzatrice e il sistema interattivo Sound Barrier, un’interfaccia per la trans –codifica in chiave sonora delle immagini in movimento, programmato dallo stesso collettivo utilizzando il linguaggio di programmazione Processing. Questo dispositivo, appositamente creato per lo spettacolo, permette di mixare file audio attraverso la lettura del colore indossato dalla performer all’interno di uno spazio “sensibile”- simulazione dello spazio mediato della tastiera- oltre determinare la qualità dei suoni, la durata e la complessità compositiva, la natura dei pattern che si attivano sulla scena della danza, come quinte generate. La danzatrice diventa compositore in tempo reale di filamenti sonori e pattern sequenziali che vengono assemblati e elaborati dal movimento nello spazio e dalla coreografia. L’utente in questo modo sperimenta la realtà virtuale attraverso uno sguardo disincarnato- una prospettiva fluttuante e in movimento- dove la figura del sé viene ripensata come marcatura dei propri spostamenti, la sua residua integrità come medium delle sue trasformazioni, e dei suoi eventuali confini nei passaggi che costituiscono lo spazio virtuale.”

 
 
indietro | avanti
 
 copyright © 2008 Teatro Bellini di Napoli, tutti i diritti riservati. | concept + design = www.maxcoppeta.it