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| 29 aprile | 4 maggio
08 |
Università degli
Studi di Napoli "Federico II" Dipartimento di Filologia Moderna “Salvatore
Battaglia” Master in Letteratura, Scrittura e
Critica teatrale
Laboratorio di Scrittura Drammaturgica tenuto
da Manlio SANTANELLI
Associazione
culturale Venti di Teatro |
| presentano |
| UN MINUTO DI SILENZIO |
da un'idea di
Manlio Santanelli
scritto da
Miriam ANDRISANI, Gianni ASCIONE,
Maria Rosaria CASO, Anna Rosa CONFUORTO, Adalgisa CORNELIO, Milena
COZZOLINO, Giuseppe DE CHIARA, Lidia EMMA, Giuseppina
GRIFFO, Mariagiovanna GRIFI, Gerardo INNARELLA, Roberto IANNUCCI, Laura
ISA, Ivan LA RAGIONE, Fabio PACELLI, Elena PELLECCHIA,
Assunta PETROSILLO, Silvana VAIO, Rosa VETRONE |
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| Un
minuto di silenzio è un testo civile
nato durante le lezioni del laboratorio di scrittura
drammaturgica che lo scrittore Manlio Santanelli
ha tenuto all’Università Federico II
di Napoli, nell’ambito del Master di II livello <<Letteratura,
scrittura e critica teatrale>>. Lo scrittore
ci ha invitato a fermare sulla carta i nostri “flussi
di coscienza” durante il rito, ormai atavico
e svuotato di qualunque senso, del minuto di silenzio,
un rito che questo Paese all’occorrenza “istituisce” pretendendo
in questo modo di meglio commemorare la vittima di
turno del malessere sociale. Quando si lascia correre
il pensiero un minuto non è poco per consentire
alla nostra mente di viaggiare. Sono nate così venti
storie, ognuna con le proprie caratteristiche. Manlio
Santanelli, come da nostra reciproca intesa, ha fatto
confluire tutti i nostri itinerari mentali in questo
testo teatrale, orchestrando armonicamente, il minuto
di silenzio di ciascuno. |
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| Gli autori |
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interpretato da
Miriam ANDRISANI, Maria Rosaria
CASO, Vincenzo CATALANO,
Anna Rosa CONFUORTO, Adalgisa CORNELIO, Milena
COZZOLINO,
Elisabetta DE LUCA, Roberto GIORDANO, Lidia EMMA, Augusto
PETRELLESE,
Assunta PETROSILLO, Maia SALVATO, Alfonso SALZANO,
Rosa VETRONE
Regia di
RICCARDO DE LUCA |
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| Come un coro greco,
come un corpo unico, che si allarga, si scompone, nei
pensieri, nelle anime dei pensieri, che danno vita
a visioni, realisticamente imprevedibili, surrealmente
credibili, chi sbeffeggia, chi urla, chi ha fame, chi
canta, chi riflette, sulla vita del poliziotto, sulla
sua vita, sulla vita, in una direzione scenica che
va alla ricerca dei segni, che diano un disperato senso
alla frammentazione, propria della società in
cui viviamo, e come in un coro greco, tutto lo si vive
nel momento stesso in cui lo si racconta, in un assieme
attoriale da melting—pot, giovani drammaturghi
che recitano assieme ad giovani attori, dove i personaggi
diventano coro da stadio, dove lo stadio diventa palcoscenico
dell’anima. |
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| Riccardo De Luca |
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