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Ambra Jovinelli
REC
di
Pietro Piovani
con
Silvia Siravo
regia
Norma Martelli
 

REC è una storia d'amore. Come tutti gli amori anche questo è cieco, e per di più sordo. Ma non è muto.

Una ragazza innamorata ha tante cose da raccontare, e Serena sceglie di confidarsi con un registratore. Nel suo diario sonoro descrive un universo al contrario, dove le cose piccole diventano grandi e quelle enormi appaiono minuscole. Serena parla e un po' alla volta ci fa capire che nel mondo intorno, oltre la finestra della sua stanza, sta avvenendo qualcosa di terribile. Ma la paura non esiste per una ragazza troppo concentrata nell'ascoltare sé stessa e nel tenere lo sguardo incollato sul quadratino di pianeta che le sta davanti agli occhi.

REC è un monologo su due disgrazie, una intima e l'altra collettiva. Due tragedie che, accostate, si traducono quasi in uno scherzo, come due segni negativi che moltiplicati danno un risultato positivo.
Osservando Serena ci domandiamo: come fa a non vedere? Ma la domanda è mal posta, perché nessuno di noi può essere sicuro di avere vista migliore. La storia di Serena potrebbe accadere domani, forse sta già accadendo oggi e chissà quante volte è accaduta ieri.

Il 14 luglio 1789, giorno della presa della Bastiglia, il re di Francia Luigi XVI annotò sul suo diario una sola parola: “Niente”.

Norma Martelli
 
 
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