Nel 1971 Jerry Lewis
diviene un autore cinematografico di qualità. I suoi film non sbancano più i botteghini ma, in compenso, i cineasti della Nouvelle Vague ed i critici delle migliori riviste europee hanno scoperto un geniale innovatore del genere comico. In questa nuova chiave di lettura viene accolto il suo ultimo film “Scusi, dov'è il fronte?”, dove Jerry interpreta, fra gli altri, Adolf Hitler. E' in quell'anno che viene a conoscenza di un soggetto che racconta la storia di un clown tedesco, Helmut Doork. Jerry congeda immediatamente qualunque progetto alternativo e si adopra per la realizzazione di “The day the clown cried”. Impone a tutti i propri collaboratori di mantenere il segreto sul soggetto, lavora al casting, alla revisione della sceneggiatura, alle location, si sottopone ad una dieta rigidissima, per rendere credibile il personaggio. La lavorazione del film termina nel settembre del 1972. Il film non sarà mai distribuito.
Contemporaneamente comincia la repentina eclissi,
fisica economica ed artistica, di Jerry Lewis. Perché? Noi proveremo a raccontare questa vicenda maledetta, misteriosa, commovente. Avremo un attore che, interpretando Jerry Lewis, racconta di un animo intriso di malinconia, dubbi, silenzi, segreti, confluendo nel ricordo di ciò che ha conosciuto di Helmut Doork, clown tedesco che nei campi di concentramento nazisti attendeva ad un terribile compito.
La nostra narrazione si snoda tra il racconto in prima
persona di Jerry e ripetuti flashback sugli orrori
dei campi di concentramento con la nostra lente d'ingrandimento
puntata su una vicenda unica. Una storia vera? Comunque
una storia misconosciuta. Perché? Un Film mai uscito nelle sale. Perché? Forse la risposta è nella scena finale del film di J. Lewis in cui il clown, stavolta non attende soltanto al proprio compito ma va OLTRE... E' vero tutto ciò? Non è vero? Non proveremo a rispondere a tutti questi perché. Non possiamo, anzi non vogliamo farlo, sicuri che la metafora possa essere più cruda e terribile di qualunque verità.
Proveremo piuttosto a scandagliare l'animo dilaniato
che ha sotteso tutto l'operato del regista Jerry Lewis.
Quello stesso animo dilaniato che, figlio dello stupore,
ha accompagnato noi in questa avventura, dalla scoperta
di questa storia fino all'idea di questo spettacolo. |